Società Italiana di Biofisica e Biologia Molecolare

 

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La storia della SIBBM

1965-1995 · Prolusione di Francesco Amaldi

In occasione del trentesimo Convegno Nazionale della Società Italiana di Biofisica e Biologia Molecolare, ci è sembrato opportuno raccogliere in queste pagine alcune notizie sulla storia della nostra Società; un ricordo per i più vecchi e una storia da leggere per i più giovani.

In questi trenta anni, la SIBBM è cambiata, piano piano, quasi impercettibilmente e non solo perchè sono cambiati molti dei suoi Soci. Penso che valga la pena fare qualche riflessione su questi cambiamenti.

La SIBBM è stata costituita da un  gruppo di Soci Fondatori nel 1965, in un momento difficile per la Biologia Molecolare in Italia (come anche, prima che in Italia, in altri paesi); difficile sia dal punto di vista scientifico che accademico.  Dal punto di vista scientifico, per la divaricazione allora esistente tra due grandi scuole di pensiero, quella biochimico-strutturista e quella genetico-informazionale, tra le quali la nuova biologia molecolare faceva fatica a trovare spazio.  Dal punto di vista accademico, perchè il termine biologia molecolare, che in effetti può intendersi in molte maniere diverse, rea conteso tra i diversi ambienti accademici. A ciò si aggiungeva il problema della collocazione della biofisica, anche essa notevolmente avanzata, e che creava un problema culturale; tanto che si è poi arrivati alla secessione (con la costituzione di un'altra società) rimanendo nella SIBBM soltanto quella componente che intendeva la biofisica come apporto del metodo e dell'apparato concettuale della fisica alla problematica della biologia molecolare, piuttosto che come applicazione di tecniche fisiche ad oggetti biologici.  Questa situazione portava ad aspre discussioni, quasi scontri, che scaldavano l'atmosfera scientifico-culturale dell'epoca.

In questa atmosfera fu costituita la SIBBM che, cercando di uscire dall'ambito degli ambienti scientifici tradizionali e al tempo stesso di avvicinarli, si proponeva di aprire possibilità di sviluppo ai nuovi settori della biologia molecolare che in quegli anni stava avendo, in altre parti del mondo, quello sviluppo travolgente che tutti sappiamo.  Come i più vecchi di noi ricordano, anche con un po' di nostalgia, quei primi anni della SIBBM sono stati caratterizzati da appassionata partecipazione ed animate discussioni.

Ancora pochi anni fa sarebbe stato difficile affrontare questo argomento senza urtare la suscettibilità di questo o di quell'ambiente scientifico.  Oggi molte cose si sono appianate, si sono chiarite, e i rapporti tra i diversi ambienti scientifici e accademici sono migliorati, forse anche perché l'inaspettata sequenza di eventi che si sono dipanati sotto i nostri occhi ha distribuito ragione o torto un po' agli uni e un po' agli altri.  La storia scientifica di questi anni ha insegnato a tutti noi quali siano i pregi e i limiti dei diversi approcci alla biologia ed abbiamo visto quali enormi avanzamenti sono stati fatti combinandoli tra loro.

Così in questi trenta anni, anche grazie al contributo della SIBBM e dei suoi Soci, la posizione della biologia molecolare nel panorama nazionale è cambiata.  Dal punto di vista culturale, abbiamo contribuito alla diffusione sempre più ampia di un approccio alla biologia precedentemente limitato a pochi gruppi e laboratori, e una diffusione ancora più ampia delle tecniche di biologia molecolare ai più disparati campi della ricerca biologica e delle applicazioni mediche, agro-industriali eccetera; tanto che oggi dobbiamo constatare che la biologia molecolare non è più patrimonio esclusivo dei biologi molecolari neè della SIBBM che li dovrebbe rappresentare.  Dal punto di vista della didattica, è stata ottenuta alla fine degli anni '60 l'introduzione della biologia molecolare come insegnamento universitario e, con la recente riforma, la biologia molecolare come corso fondamentale.

Sicuramente oggi è più diffusa di allora l'abitudine dei gruppi di ricerca italiani di confrontarsi con la ricerca internazionale, con colaborazioni, spostamenti e partecipazioni a Convegni e Congressi in giro per il mondo.  Ma se di conseguenza, dal punto di vista della ricerca di punta, le Società e i Convegni Nazionali possono oggi avere un ruolo un po' secondario, restano comunque un importante punto d'incontro dei vari gruppi italiani, con conseguente scambio di idee, di informazioni, materiali eccetera.  Inoltre uno sguardo alla lista dei Soci e soprattutto a quella dei partecipanti ai Convegni rivela un altro aspetto interessante, cioè che in questi anni si abbassata molto l'età media, e ciò non può essere altro che un buon segno (anche se la partecipazione ai Convegni dei soci più anziani avrebbe un grande significato di trasmissione culturale tra le generazioni).

Così il Convegno annuale è diventato un'occasione in cui i più giovani portano per la prima volta i loro dati come poster, hanno la prima occasione di presentarli oralmente in pubblico e di doverli eventualmente difendere in una discussione; inoltre cominciano a conoscere altri ricercatori, altri gruppi, altri campi di ricerca. Il Convegno Nazionale diventa per molti il primo "ingresso in Società".  E chi, oltre che di ricerca, si interessa anche di formazione dei giovani, sa quanto tutto ciò sia importante.
    Da queste riflessioni nasce l'impegno a mantenere viva e possibilmente potenziare la SIBBM, le sue attività e prima tra queste il Convegno annuale.  Ma al tempo stesso la mutata situazione del contorno ci spinge a cercare di approfondire ulteriormente gli scambi culturali e a migliorare la coordinazione con altri ambienti scientifici e in particolare con altre Società scientifiche nazionali a noi affini.

Nonostante i molti cambiamenti ci sembra che la finalità della Società, art. 2 dello Statuto, non possa che restare immodificata: "La Società ha lo scopo di favorire gli studi e le ricerche di Biofisica Molecolare e Biologia Molecolare con tutti i mezzi che gli organi della Società riterranno opportuni".

Francesco Amaldi